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Ecco, fondamentalmente dovevamo provarci. Abbiamo studiato, discusso, acquistato tutto il necessario e quindi siamo partiti qualche mese fa con la prima gloriosa pilsner. La ricordo ancora con ammirazione: la gloriosa Evil Cat ( sulla cui etichett...




crudismo

Oggi parliamo di crudismo. Una delle ultime perversioni dei cosidetti salutisti. Il crudismo è una forma ortoressica di alimentazione che promuove il solo impiego di cibi non cotti. Ovviamenti i promotori di tale dieta evidenziano gli svantaggi ...




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Provo ad argomentare pacatamente cosa penso delle diete vegane (tralasciando allegramente di affermare che una moda - perché di questo secondo il mio modesto parere si tratta - non è che debba per forza rivelarsi fondata a distanza di anni). App...




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bio

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smart-fortwo

Oggi ragionavo sulle smart. Le smart, vetture in cui in uno ci si affoga. Vetture in cui un pieno di benzina non sapresti dove metterlo a causa dello spazio a disposizione davvero risicatisimmo. Per un breve periodo si vociferò andassero a get...




gatto-che-ride

Premesso che i gatti sono i miei animali preferiti anche grazie alla loro capacità di rendersi ridicoli mantenendo un aplomb invidiabile nelle situazioni più assurde. Oggi, per la serie "le grandi inchieste del Gatto di Magnus", oggi vi propongo un...




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Condannato Andrew Wakefield, il gastroenterologo che nel 1998 suggerì il legame tra il siero trivalente morbillo-parotite-rosolia e l'autismo nei bambini. Il General Medical Council lo ha ufficialmente radiato dall’albo dei medici. Questo con b...




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A me internet piace. Tutto ciò che è connesso piace. Però probabilmente esiste un limite che dovrebbe essere accuratamente valutato. L'idea che gli oggetti più disparati e impensabili dialoghino tra loro via Internet e senza fili è un pò an...




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Beh, mi andava di chiarire cosa è realmente successo, dopo gli attacchi di panico che mi è capitato di dover leggere in rete. Mettiamo le cose in chiaro: Non c'è stato nessun "attacco a Google" da parte di hacker cattivi. Il file di cui spes...




iphone-6

Non mi voglio dilungare molto, lo giuro. E non mi dilungherò. Questa volta voglio solo fornire ai miei lettori un giudizio pacato, diplomatico, ponderato e poco sarcastico riguardo il lancio del nuovo iPhone 6 ( "Il miglior iPhone mai creato", se...




Pellicole protettive per smartphone. Mi domando: perché continuate ad utilizzarle?

Oggi vorrei parlarvi di cellulari e di pellicole protettive.

Mi chiedevo: cosa spinge un individuo "sano di mente" a spendere 500/600 euro di smartphone d'ultima generazione, salvo poi appiccicargli su una scrausa pellicola di pochi euro che quanto a bolle spesso se la potrebbe giocare con un bicchiere di chinotto ( senza contare la perdita di luminosità, di sensibilità del touch ecc… )?

Mistero.

Ragazzi: la pellicola protettiva è INUTILE. Finiamola. Cerchiamo di non essere ridicoli.

Gli schermi d'ultima generazione se ne fregano della vostra piccola pellicolina di plastica puzzolente.

Analizziamo ad esempio il Gorilla Glass ( molto usato, e montato ad esempio sui Nexus 5. Smartphone di cui mi ritengo felice possessore ).

Le caratteristiche peculiari del Gorilla Glass sono la sua forza, la resistenza ai graffi, il tutto associato ad un piccolo spessore del vetro.

Già allo stato attuale, il Gorilla Glass 3 risulta più appetibile del vetro zaffiro ( uno dei materiali più duri al mondo ).

Su internet fioccano video in cui questo vetro viene torturato con chiavi, penne, coltelli, dischi di Gigi d'Alessio e monetine.

Ma nulla, il vetro sembra uscirne ogni volta indenne ( ed immaginiamo quanto possa risultare duro un disco di Gigi d'Alessio ).

Quindi, perché fasciarci la testa ed imbruttire qualcosa già perfetta di suo?

Ragioniamoci su. Il mio consiglio è quello di non indugiate ulteriormente nel buttare il vostro fogliolino di plastica nel più vicino sacchetto della spazzatura.




Fast Quiz. Il nuovo quiz ANDROID

Cimentatevi nel nuovissimo e velocissimo quiz sviluppato da me medesimo.

Scopo del gioco e quello di portare a casa il maggior punteggio in base ai quiz proposti (vantandosi sui social network dei propri successi).

Si avete capito bene, raggiunto un buon punteggio sarete in grado di condividerlo su Facebook cliccando semplicemente un tasto (a vostra discrezione ovviamente).


Il gioco, detto fra noi, è nato proprio per questo. M'ero messo in testa di studiare l'sdk facebook e con mio grande stupore mi sono trovato davanti a qualcosa che più macchinoso non poteva essere.

Utilizzarlo è stato come percorrere una strada in salita, in ginocchio, disseminata di pezzi di cocchi, ceci, chiodi arrugginiti e frammenti di cd di Gigi d'Alessio.

La buona notizia è che comunque in un qualche ora sono comunque riuscito ad uscirne indenne. Pensavo meglio però.

In ogni caso…

I suggerimenti (disponibili solo per alcuni tipi di quiz) servono ad aiutare il giocatore ma abbassano il valore della risposta. Quindi siate veloci!


Essenzialmente i quiz proposti si dividono nelle seguenti categorie:


– Associa l'immagine

Dovrete scegliere una immagine che abbia attinenza con la foto del personaggio ritratto.

Per questo tipo di quiz potrete attendere lo scadere del tempo per ricevere un suggerimento. Ma attenti, il suggerimento sottrarrà dei punti al punteggio finale!

- Vero / Falso

Semplice: l'affermazione o la domanda, è vera o falsa?

L'attendere il termine dei secondi azzererà il valore della domanda (vi saranno affibbiati 0 punti).

- Una tra le tre

Scegliete una delle tre risposte! Solo una è quella corretta.
L'attendere il termine dei secondi anche in questo caso azzererà il valore della domanda (vi saranno affibbiati 0 punti).

Tenete presente che è più semplice giocarlo che stare qui a leggere le istruzioni! :)

Inoltre vi saranno concesse delle tregue duranti le quali potrete leggere meravigliose citazioni di autori famosi.

Se l'applicazione vi piace non mancate di VOTARLA o ancora meglio commentarla! 

A voi non costa niente ma mi spronerà a continuare a lavorarci.

E poi, come al solito, è del tutto GRATIS e senza banner ( non lo faccio per lucro ma solo a fini didattici ).

Buon Divertimento!


Link: https://play.google.com/store/apps/details?id=com.fastquiz

P.S.
Molti di voi noteranno che quest'ultimo quiz è nato dalle ceneri del precedente. Vero, ma considerate la nuova app una evoluzione ( sia per quanto riguarda la grafica che per quanto riguarda le funzionalità offerte ).

In fondo l'ho ampliata proprio per cominciare a sondare il mondo dei social. E per ora: missione compiuta.

 




Birre: breve guida per principianti

Ok, ok, so che per molti di voi basterebbe leggerne il grado alcolico, ma per la serie "impariamo cose nuove con Il Gatto di Magnus", vi propongo una breve guida ai diversi stili di birra esistenti (prologo di numerose recensioni dedicate a questa fondamentale bevanda).

Partiamo subito con il dire che la birra è ricavata dalla fermentazione alcolica degli zuccheri derivanti dagli amidi (tra le fonti più diffuse, il malto d’orzo, ma anche di frumento, il mais e il riso). 

A influire sul colore è la minore o maggiore tostatura del malto, ma la differenza di base fra le birre la fa il tipo di fermentazione.

Cercate di seguirmi, fatevi un sorso della vostra preferita e tenete duro, potete farcela.

Dividiamole essenzialmente in: birre ad alta fermentazione, a bassa fermentazione e quelle a fermentazione spontanea ( a seconda di come lavorano i lieviti che fanno fermentare gli zuccheri ).

- BIRRE AD ALTA FERMENTAZIONE: tra i più diffusi metodi del passato, prende il nome dal fatto che, in esso, i lieviti iniziano ad agire ad alte temperature (tra i 15° e i 25°) e, durante il processo di fermentazione, salgono a galla in alto nel tino. 

- BIRRE A BASSA FERMENTAZIONE: è in assoluto il metodo più diffuso, i lieviti utilizzati in questo caso entrano in azione a temperature più basse (tra i 6° e i 10°) e si depositano sul fondo del tino durante il processo di fermentazione. 

- BIRRE A FERMENTAZIONE SPONTANEA: metodo antico che rimane oggi solo in Belgio, nella zona di Bruxelles, è basato sull’azione naturale dei lieviti che si trovano nell’ambiente e attivano la fermentazione spontanea degli zuccheri del mosto (un po’ come capita per la pasta madre), senza che ci sia bisogno di un intervento esterno di aggiunta di lieviti.

Detto questo avremmo detto ben poco se non procedessimo alla loro reale classificazione stilistica.

Riassumendo porrei l'attenzione sui seguenti stili principali:

- ALE: la macroarea che indica nello specifico birre inglesi ad alta fermentazione. Caratterizzate da un complesso bouquet aromatico ( è inclusa la bitter ale, più amara ). Sono Ale anche tutti gli stili del Belgio.

- BLANCHE (WEIZEN, WEISSE): birra ad alta fermentazione dal colore molto chiaro, fiamminga. Ha un retrogusto di banana ( giuro! ). Per la precisione Blannche (Weizen e Weisse) sono stili diversi accomunati dall'uso del frumento: potremmo chiamarle "birre di frumento".

- LAGER: birre a bassa fermentazione. Diffusissime nel mondo, con origine chiaramente tedesca  (a voler essere pignoli, in sè la Lager non determina uno stile in senso stretto).

- LAMBIC: birre a fermentazione spontanea prodotte in Belgio. Il loro sapore vinoso e acido è molto particolare.

- PILSNER (PILS): birre a bassa fermentazione originarie della Repubblica Ceca caratterizzate da un forte aroma di luppolo.

- PORTER: birra ad alta fermentazione tipica dell’Inghilterra, dal colore molto scuro e dal sapore tostato e affumicato. Sorella della stout (Guinness per dirne una), è perfetta da abbinare a dessert scuri, al cioccolato o al caffè. Per la precisione c’era la “porter” e c’era la “stout porter”, e la seconda era semplicemente la variante più forte, più grande e più cattiva della prima. Alla fine il nome venne abbreviato in “stout”. Al giorno d'oggi la differenza tra le due ha abbastanza perso di significato.

Per adesso direi che va bene così. E nessuno di azzardi a bere per dimenticare.




Stevia, il dolcificante naturale. Assumerlo o meno?

Leggevo della Stevia, un dolcificante definito come naturale.
La concessione del suo utilizzo sembra essere molto tormentata e francamente mi domandavo il motivo.
A conti fatti sembrerebbe nulla di così particolare, il solo uso di una pianta esistente in natura da diversi millenni.

L'uso della Stevia nei prodotti alimentari è stato in passato limitato in Europa e USA dato che alcuni suoi componenti alle dosi testate, come lo steviolo e lo stevioside, erano considerati genotossici.

Utilizzata da alcune tribù sudamericane già da secoli, la Stevia conosce una discreta diffusione in Giappone a partire dagli anni ‘70. Verso la metà degli anni ‘80 attira l’attenzione di diverse industrie alimentari statunitensi e comincia  a comparire in alcune marche di the alle erbe.

In questo stesso periodo viene diffuso uno studio che ritiene lo steviolo sospetto di cancerogenicità e in seguito alla denucia anonima di un’industria alimentare.

Anonima. Si avete letto bene.

L'Unione Europea (EFSA) il 14 aprile 2010 ha approvato l'uso della Stevia come Food Additive, così come è accettato in Svizzera, e storicamente in tutti Paesi latino-americani.

Domanda: perchè prima la stevia era considerata pericolosa ed ora sembra non esserlo più?

Presumo ( sono in buona fede, forse troppo in buona fede ) che le discordanti definizioni di "cancerogenicità" derivino da posizioni di difficile valutazione quando è fin troppo semplice fare in modo che i parametri di prova possano essere scelti in maniera da dare i risultati attesi.

Recenti studi scagionano completamente la Stevia dai sospetti di cancerogenicità, anzi, le vengono attribuite proprietà curative contro iperattività e ipertensione, proprietà diuretiche ed antinfiammatorie.

Faremmo bene a fidarci?

Nel dubbio, probabilmente, la strada migliore ritengo sia quella di non abusare di qualsiasi dolcificante artificiale e di indirizzare la nostra attenzione verso il buon vecchio saccarorio ( considerazione esclusa per coloro che abbiano problemi ad assumerlo, s'intende ).

Il tutto comunque moderatamente, aggiungerei.



Rosichiamo: WhatsApp VS Viber.

Riflessione estemporanea rosicatoria.

A me francamente rimane ancora del tutto oscuro il motivo per cui app che ritengo assolutamente inferiori ad altre riescano a surclassare le proprie competitor alla grandissima.

Marketing? Migliore usabilità?

Culo, secondo me.

Solo che il Culo non è che lo puoi mettere a piano, voglio dire.

Facciamo un esempio: WhatsApp VS Viber.

Chi vince?

WhatsApp è un'applicazione proprietaria di messaggistica istantanea multi-piattaforma per smartphone. Oltre allo scambio di messaggi testuali è possibile inviare immagini, video, file audio e condividere la propria posizione.
Ma col cazzo che lo fai girare sul pc ( a meno di imprecare in cirillico mentre stai li ad installare Bluestacks o qualcosa di simile ).

Viber è un software proprietario che offre un'applicazione VoIP di messaggistica istantanea. Permette, a titolo del tutto gratuito, di effettuare telefonate e inviare messaggi di testo con immagini ad alta definizione, tramite WiFi o reti 3G.
Ha un suo client per PC.

Voglio dire, ci parli con sto coso qui. Mica mandi i messaggini. Viber è pure meglio di skype in quanto dopo l'installazione hai già tutti i contatti li pronti, recuperati semplicemente in base al numero di cellulare.

WhatsApp offre mooolto meno di Viber, ammettiamolo, ma su google play ha un range di 500.000.000-1.000.000.000 installazioni a fronte dell'ultimo che ne conta "solo" 100.000.000-500.000.000.

WhatsApp è quasi uno standard in Italia.

WhatsApp è stato acquisito da Facebook per 19 miliardi di dollari.
Viber è stato acquisito da Rakuten per 900 milioni di dollari.

No, così. Tanto per dire.

Che Culo.

Senza contare che l'idea dietro WhatsApp non è per niente originale, anzi.





Lo stress fa ingrassare. Segnatevi sta scusa.

Lo spiegavo qualche ora fa a mia moglie, la quale interessatissima, estasiata come si confà ad ella in occasioni del genere, ha continuato a svolgere le proprie mansioni di casa ignorando serenamente il fatto come se nulla fosse accaduto.

L'eccessivo stress fa ingrassare

Tanto tanto tempo fa, Quando l'uomo era ancora un ominide, cioè diverse migliaia di anni fa per qualcuno, giusto ieri per altri, il suo lavoro consisteva nel procacciarsi il cibo tramite caccia e raccolta. Oltre che a vagare lungo poco agevoli ed impervi tragitti disseminati da bestie feroci pronte a sgranocchiarlo in un paio di bocconi, s'intende.

Capite bene che, vista la precarietà di tale situazione, in caso di pericolo, di lotta, di massima allerta, l'organismo del suddetto attivava gli ormoni dello stress, cioè catecolamine e cortisolo, i quali hanno l'effetto di aumentare l'attenzione, la gittata cardiaca, e di demolire le riserve energetiche per fornire glucosio a muscoli e cervello ( qualcuno di voi adesso si sentirà tenuto fuori ).

Insomma, sono ormoni che preparano il corpo alla lotta, alla corsa, o comunque ad una intensa attività. Sono ormoni che ALZANO LA GLICEMIA. Ormoni cazzuti, diciamo.

Il povero ominide, scampato il pericolo o terminata la lotta per procacciarsi il cibo, si riposava o si nutriva, con la conseguenza che gli ormoni dello stress si interrompevano/calavano per dar spazio a insulina, testosterone e ad altri ormoni anabolici.
L'insulina alzava la serotonina con senso di RILASSAMENTO e SOLLIEVO.

L'uomo e la donna occidentali di oggi, vivono con ritmi e tensioni sconosciuti all'uomo primitivo. Vivono ora in condizioni di STRESS CONTINUATIVO.

Questo porta ad un iperlavoro del surrene e quindi come prima evidenziato ad un aumento della frequenza cardiaca e della glicemia.

E' una condizione di disagio. L'uomo moderno cerca inconsciamente di portare rilassamento, mangiando in continuazione alimenti ad alto indice glicemico ( si abboffa di dolci ), al fine di alzare i neurotrasmettitori preposti alla distensione e al riposo, tramite picco insulinico.

Purtroppo, però, a differenza del passato, gli eventi stressanti non calando in modo significativo costringono lo tesso a svuotare file e file di distributori automatici in cerca di qualcosa di dolce ( talvolta pagato a prezzo d'oro zecchino ).

Ecco io ora ve l'ho detto.

Adesso sta scusa giocatevela bene.
 



Guadagnare sviluppando App Android

Probabilmente sarò uno dei pochi a dirvelo così chiaramente ma: no, sviluppando app android e pubblicandole sul market ufficiali non diventerete ricchi e famosi.

Per la  precisione ne ricchi ne famosi. Ma nemmeno ci ricaverete un minimo ritorno economico.

Al limite sarà Google ( Play ) a giovarne.

Le cause sono da individuarsi nelle seguenti condizioni:

  • La pubblicità ( i click all'interno della propria app sui banner – spesso invasivi – presenti ) è pagata meno della carità

  • Gli utenti sono molto restii a cliccare su dei banner che comportino l'uscita dall'app che stanno utilizzando.

  • I banner esposti sono al 99% monnezza pura

  • Gli utenti sanno che lo sviluppatore guadagna dai click, e quasi per sfregio eviteranno di darne ( vendetta personale / individia del pene ). Nemmeno si arricchisse.

  • Gli utenti ( almeno quelli italiani ) sono restii a comprare applicazioni. Ed in fondo perché farlo se ne esiste una GRATIS creata dal figlio del salumiere che fa le stesse cose seppur in maniera bacata, orribile e controproducente?

    Comprare un'app in Italia è come fare una donazione. Il concetto di comprare un software altrui è alieno.


Ricapitolando:

  • Pubblicità = pochissimo guadagno ( nell'ordine che tipo per 5000 impression ne ricaverete pochi centesimi. FORSE e dico forse )

  • Vendita = nessun guadagno ( concetto alieno – troppa concorrenza data dalle applicazioni gratuite )

Qualcuno obietterà che spesso le migliori app partono gratis e vista la notevole diffusione esse trarranno poi guadagno dalla immensa pubblicità. Ma stiamo parlando di avere una visibilità immensa e ciò richiede investimenti ( i quali spesso non tornano poi più indietro ne sono a disposizione di tutti ).


Quante app sono nate in questo modo e poi sono miseramente defunte?

Pensare di mettersi li a sviluppare il nuovo facebook è un po' come vincere alla lotteria.

Io vi consiglierei di comprare un biglietto. Almeno in quel caso vi sarete risparmiati la fatica dello sviluppo.




C’è differenza tra superstizione e religione?

Ritengo questa essere una domanda molto interessante.

Anche perché è assolutamente impossibile negare che per parecchi fedeli la religione o anche la devozione si riduce molto spesso a una serie di elementi apotropopaici ( atti a scongiurare, allontanare o annullare influssi maligni ), come quando si chieda una benedizione al sacerdote nel caso in cui tutto non fili per il verso giusto, o si intenda inaugurare ad esempio una nuova auto.


Benedire la propria casa con dell'acqua benedetta sembra che sia un ricorso contro il malocchio.

Uno studio condotto dal Dipartimento di Psicologia Generale, Università degli Studi di Padova, si è dedotto che la superstizione potrebbe offrire un’INEFFICIENTE strategia di coping nel fronteggiare incertezze e pericoli e, dunque, agisca in maniera sinergica con nozioni alterate ed ipertrofiche di responsabilità, ipervalutazione del rischio ed intolleranza verso l’eventuale mancanza di certezze.

Cos’è il coping? Il concetto di coping fa riferimento a come le persone affrontano (to cope with) le situazioni che vengono percepite come stressanti, sia quotidiane che straordinarie, con lo scopo di attivare l’individuo a reagire e fare qualcosa per domare l’evento e controllare la proprie emozioni.

Su ciò vi lascio riflettere.

Nel mondo antico il termine "religio" indicava sia la religione che la superstizione.

In pratica, non esisteva alcuna differenza.

Qualcosa mi turba riguardo il fatto che la religione possa esser nata dalla superstizione. Superstizione, prima fase di qualcosa che è ancora fumoso; religione quando la stessa cosa viene "spiegata","diffusa","metabolizzata" assumendo identità propria.

Einstein, partendo dalla religione ebraica affermò quanto segue su tutte le religioni:

« La religione ebraica, come tutte le altre, è un’incarnazione delle più puerili superstizioni »


Il cardine della questione però a questo punto diventa: perché un soggetto superstizioso è ritenuto nel 99% dei casi un coglione mentre un uomo dalla fede ferrea ( prendiamo ad esempio un prete )  è quanto meno del tutto ben voluto, rispettato e seguito ( anche questo osteggia le proprie credenze imponendole con forza anche nei confronti degli altri )? 

Mistero della Fede.




Parliamo di Simon’s Cat

So che molti di voi probabilmente saranno già a conoscenza di quante perle di saggezza felina ha da offrire il sito in oggetto, ma a beneficio di tutti coloro che ancora non hanno avuto modo dargli un'occhio vi posto con piacere il relativo link ( link diretto ai corti ):

http://www.simonscat.com/Films/

Simon's Cat (traducibile in italiano come il gatto di Simon) è una serie animata ideata dall'animatore britannico Simon Tofield.

La serie ha per protagonista un gatto domestico che in quasi ogni episodio escogita un sistema differente per farsi dare da mangiare.

Ecco un assaggio:

 

 

Geniale.




Il mio gatto è (in)differente

Anche questa volta vi parlerò di una ricerca SCIENTIFICA che non aggiunge nulla di nuovo a ciò che i padroni di gatti già sapevano da tempo ( o quanto meno ipotizzavano con ragionevole certezza ).

I gatti riconoscono la voce del proprio padrone: ma se ne fottono altamente.

Anche questa volta la scienza ci aperto un mondo. Seppur a pagamento, s'intende.


L'esperimento si è svolto così:

i felini sono stati messi in un una stanza ad ascoltare la registrazione di tre voci che li chiamavano. Due appartenenti a sconosciuti ed una al loro padrone.

La risposta dei gatti alle voci umane non è stata di tipo “comunicativo” ( miagolii o scodinzolamenti, per capirci ), ma comportamentale: movimento della testa e delle orecchie in pratica ( traduzione: ma sti tizi non c'hanno un cazzo da fare che rompere le palle a me? ).

La ricerca ha evidenziato come effettivamente ci fosse una differenza nel comportamento dei gatti nel sentire la voce del proprio padrone.

In poche parole i felini hanno dimostrato in modo evidente la tendenza ad ignoralo allegramente.

Ciò conferma il detto che: il miglior disprezzo è la non curanza.

Come al solito sono avanti anni luce.