pellicola

Oggi vorrei parlarvi di cellulari e di pellicole protettive. Mi chiedevo: cosa spinge un individuo "sano di mente" a spendere 500/600 euro di smartphone d'ultima generazione, salvo poi appiccicargli su una scrausa pellicola di poc...




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Cimentatevi nel nuovissimo e velocissimo quiz sviluppato da me medesimo. Scopo del gioco e quello di portare a casa il maggior punteggio in base ai quiz proposti (vantandosi sui social network dei propri successi). Si avete capito bene, raggiunto u...




Barney Gumble

Ok, ok, so che per molti di voi basterebbe leggerne il grado alcolico, ma per la serie "impariamo cose nuove con Il Gatto di Magnus", vi propongo una breve guida ai diversi stili di birra esistenti (prologo di numerose recensioni dedicate a...




stevia

Leggevo della Stevia, un dolcificante definito come naturale. La concessione del suo utilizzo sembra essere molto tormentata e francamente mi domandavo il motivo. A conti fatti sembrerebbe nulla di così particolare, il solo uso di una pianta...




viver-whatsapp

Riflessione estemporanea rosicatoria. A me francamente rimane ancora del tutto oscuro il motivo per cui app che ritengo assolutamente inferiori ad altre riescano a surclassare le proprie competitor alla grandissima. Marketing? Migliore us...




Ranting-Homer

Lo spiegavo qualche ora fa a mia moglie, la quale interessatissima, estasiata come si confà ad ella in occasioni del genere, ha continuato a svolgere le proprie mansioni di casa ignorando serenamente il fatto come se nulla fosse accaduto. ...




guadagnare-android

Probabilmente sarò uno dei pochi a dirvelo così chiaramente ma: no, sviluppando app android e pubblicandole sul market ufficiali non diventerete ricchi e famosi. Per la  precisione ne ricchi ne famosi. Ma nemmeno ci ricaverete u...




P-religion-world-102

Ritengo questa essere una domanda molto interessante. Anche perché è assolutamente impossibile negare che per parecchi fedeli la religione o anche la devozione si riduce molto spesso a una serie di elementi apotropopaici (&nbs...




simons-cat

So che molti di voi probabilmente saranno già a conoscenza di quante perle di saggezza felina ha da offrire il sito in oggetto, ma a beneficio di tutti coloro che ancora non hanno avuto modo dargli un'occhio vi posto con piacere il relativ...




gatto_ind

Anche questa volta vi parlerò di una ricerca SCIENTIFICA che non aggiunge nulla di nuovo a ciò che i padroni di gatti già sapevano da tempo ( o quanto meno ipotizzavano con ragionevole certezza ). I gatti riconoscono la voce...




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Oggi mi va di parlarvi di complotti. Si di quelli con la M maiuscola. M di Minchiata per la precisione. Come non introdurre l'argomento, parlandovi, in questo primo articolo di interesse nazionale, ma che dico nazionale: condominiale, di Sc...




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Ecco un altro spunto culturale: La chiesa di Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe. La chiesa è stata realizzata sul finire del XVIII secolo trasformando il primo piano ed il piano terra di un antico palazzo nobiliare,  d...




Bella ‘mbriana

Avete mai sentito parlare della bella 'mbiana?

Il cantautore Pino Daniele le ha dedicato un album, Bella 'mbriana, e una canzone.

Rituffiamoci ancora una volta nelle tradizioni e nelle leggende partenopee…

La bella 'mbriana è uno spirito benefico domestico ( in ciò si oppone al munaciello che è uno spirito negativo ).

Deve il proprio nome alla meridiana o all'ora meridiana, simbolo del sole, ed infatti è uno spirito diurno, che viene visto alla controra cioè nel primo pomeriggio.

Secondo la tradizione popolare si manifesta in forma di geco / farfalla ) o si fa vedere tra le tende mosse dal vento in una giornata di sole.

Di bell'aspetto, la 'mbriana protegge la casa e consiglia i suoi abitanti. Si tratta di uno spirito buono, ma offendere la bella 'mbriana può  provocare la morte di uno degli abutanti della casa. 


La bella 'mbriana desidera abitare in una casa pulita ed ordinata, e per questo una casa trascurata la può portare a diventare "insofferente" verso gli inquilini.

Nel passato, se c'era un trasloco alle porte, si cercava di parlarne fuori casa perché la bella 'mbriana non sentisse e non si offendesse. 

Non era ritenuto assurdo mettere a tavola un posto in più per lei.



Il cimitero delle fontanelle

Il cimitero delle Fontanelle è situato in via Fontanelle e così chiamato per la presenza un tempo di fonti d'acqua. Il cimitero contiene i resti delle vittime dell'epidemia di peste nel 1656 e di colera del 1836.

Il cimitero è noto perché vi si svolgeva il rito detto delle "anime pezzentelle": si sceglieva un cranio detto «capuzzella», lo si puliva e sistemava. Il cranio corrispondeva a un'anima abbandonata («pezzentella») che avrebbe in cambio fornito protezione.

Il cranio del Capitano
Diverse leggende ruotano intorno al cranio detto "del capitano".
La prima vuole che il fidanzato di una ragazza molto devota al teschio del capitano, scettico e forse geloso delle attenzioni che la sua ragazza prestava al teschio, profanò il teschio ficcando un bastone nell'orbita del teschio, che illividì e diventò nera come è ora. Il giovane arrivò a deridere il teschio, invitandolo al matrimonio.
E proprio durante le nozzeapparve un carabiniere, che affermò di essere stato invitato dallo sposo –  detto ciò si spogliò mostrandosi per quel che era, uno scheletro. I due sposi e altri invitati morirono sul colpo.

La seconda versione vuole che un camorrista aveva profanato il cimitero delle Fontanelle facendovi l'amore con una ragazza. La voce del capitano, all'improvviso, lo rimproverò ricevendone in cambio dal giovane solo parole di scherno e l'invito al suo matrimonio. 
Alle nozze si presentò una persona, taciturna e vestita di nero, che affermò di avere un regalo per gli sposi. Gli sposi lo ricevettero in privato, ma quando il giovane riconobbe il capitano fu solo questione di un attimo. Il capitano tese loro le mani e gli sposi caddero morti all'istante.

Donna Concetta
Un'altra capuzzella molto nota è quella di donna Concetta, nota come 'a capa che suda
La particolarità del teschio è che si presenta lucido, forse perché raccoglie meglio degli altri teschi l'umidità del luogo. L'umidità del teschio è ritenuta purificatrice. Dopo aver chiesto una grazia a Donna Concetta, basta toccarla: se la mano rimane umida, il desiderio si esaudirà.




Facciamo chiarezza sul biologico ( in pochi e semplici punti )

Oggi vorrei tornare sul concetto di Biologico.

Ciò perché tutti coloro con cui ho avuto modo di discutere hanno sembrato ignorare del tutto quali garanzie offra questo tipo di agricoltura ( riassumendo il discorso con un molto frustrante: "tanto è uguale" ).

No: non è uguale.

A me la pigrizia intellettuale mi manda ai pazzi.

Facciamo chiarezza ( una volta per tutte ) suddividendo i concetti alla base del biologico in pochi e semplici punti:

Terreni puri:
vengono scelti solo terreni lontani da fonti di inquinamento (industrie, autostrade, …) e sui quali non siano stati usati prodotti chimici per un certo numero di anni
 

Non vengono utilizzati fertilizzanti chimici:
la fertilità del terreno è ottenuta attraverso tecniche naturali ( escludendo l'uso di prodotti chimici di sintesi ) quali l'utilizzo di concimi organici (letame), vegetali o misti (sovescio o composta), lavorazioni ridotte, rispetto delle stagionalità
 

Non vengono utilizzati diserbanti:
la rotazione delle colture rende l'habitat inadatto alla riproduzione delle erbe infestanti
 

Non vengono utilizzati nè coloranti nè conservanti:
gli alimenti vengono lavorati, trasformati e confezionati nel pieno rispetto dei loro valori nutrizionali, senza l'utilizzo di coloranti e conservanti

 

Controlli e garanzie:
a tutela dei consumatori gli alimenti biologici sono regolamentati da una specifica e rigorosa normativa europea che prevede il controllo e la certificazione del processo produttivo e del prodotto delle Risorse Agricole, Alimentari e Forestali. L'avvenuto controllo deve comparire sull'etichetta.

 

Rissumendo ancora di più: "Perchè mangiare alimenti biologici?"

 

01.   Perchè sono ottenuti senza l'impiego di prodotti chimici e di sintesi

02.   Perchè rispettano l'ambiente

03.   Perchè rispettano e mantengono la biodiversità

04.   Perchè sono buoni, nutrienti e sani

05.   Perchè la carne non contiene antibiotici

06.   Perchè la frutta e la verdura rispettano la stagionalità

07.   Perchè non contengono conservanti e coloranti

08.   Perchè non contengono nitrati, dannosi specie per i più piccoli

09.   Perchè sono controllati in ogni fase del processo

10.   Perchè sono certificati da organismi riconosciuti

 

Ed adesso: ridiscutiamone.

Per chi volesse approfondire l'argomento consiglio anche quest'altro articolo:
http://www.ilgattodimagnus.it/2013/10/mangiare-sano-spendendo-online-e-non-solo-guida-agli-alimenti-piu-sicuri/considerazioni-e-pareri

 




Fiaba Natalizia: “La storia di Cano e di come cambiò la vita a Babbo Natale”

Siamo alla vigilia di Natale ( e con questo avrete notato che non mi sfugge davvero nulla ).

Vi scrivo perché è parecchio tempo che non ci sentiamo.

Non è mia consuetudine fare gli auguri, e quindi nemmeno questa volta ve ne farò; però in occasione di una ricorrenza così importante ( il compleanno di Isacco Newton ) vorrei raccontarvi una bella fiaba pregna di significato.
 

C'era una volta ( ogni fiaba che si rispetti incomincia con "c'era una volta" e finisce con "e vissero tutti felici e contenti" ) un minuscolo cagnolino di nome Cano.

Cano era un cane bellissimo ( praticamente un ferro da stiro rivestito da una sottilissima striscia di panno lenci ).

Cano abbaiava, scodinzolava, pisciava le gomme delle auto e giocava al gioco delle tre carte con gli altri cani randagi ( quasi sempre rimettendoci un centone ).

Era un cane a Km zero. Uno di quelli con poca strada fatta e dai rivestimenti in stoffa bucati dalle bruciature di sigaretta. 

A Cano piacevano tanto il Natale, le vetrine ed i dolci natalizi.

Apprezzava molto la pastiera, gli struffoli, ed i roccocò.
Amava i dolci e le piccole cose insomma.

Un giorno Babbo Natale impietosito da quel suo fare così semplice, docile e pulcioso decise di portargli in dono un bel pacco di mustaccioli.

E così lo uccise.

Babbo Natale dimenticò che per i cani la cioccolata è praticamente VELENO ( al panno lenci lo videro sputare macchie di Rorschach su tutti i passanti del corso ).

 

— Niente paura che come per ogni storia natalizia prevedo un lieto fine —

 

La notizia rimbalzò su di ogni giornale, su di ogni TV. Su di ogni cesso dell'autogrill.
 

Babbo Natale impietosito ancora una volta decise che era compito suo rimediare al danno compiuto, si rimboccò le maniche e si industriò alla grandissima.

Rimediò migliaia di elfi cinesi e coniò un merchandising degno del marchio della mela con il morso.

Avrebbe stampato migliaia di magliettine di Cano!

I soldi sarebbero poi andati in beneficenza ad una ONLUS che avrebbe distribuito cioccolata per tutti i randagi del mondo.
 

Poi tralasì: che strupidaggine.

Quindi decise di incassare i molti denari ed emigrò con 7 squillo di lusso in una località remota dalle parti di Santo Domingo.

E vissero tutti felici e contenti.

Nota bene:
La foto ha solo lo scopo di rappresentare una idea di quello che fu il prodotto.




Il coccodrillo del Maschio Angioino

Si racconta che la Giovanna II ospitasse nella sua alcova amanti di ogni genere ed estrazione sociale, addirittura rastrellati dai suoi emissari fra i giovani popolani di bell'aspetto.

Per tutelare il suo buon nome, Giovanna non avrebbe esitato a disfarsi di loro appena soddisfatte le sue voglie.

Proprio a questo proposito si è narrato per secoli che la regina disponesse, all'interno di Castel Nuovo, noto come Maschio Angioino, di una botola segreta: i suoi amanti, esaurito il loro compito, venivano gettati in questo pozzo e divorati da mostri marini.

Quando la leggenda partorì la fantomatica storia di un coccodrillo che attraversando il Mediterraneo si era portato dall'Africa fino ai sotterranei del castello, il temibile alligatore diventò nell'immaginario collettivo l'artefice dell'orrenda fine degli amanti di Giovanna.

Ma la leggenda, forse proprio perché macabra e inquietante, ha finito con l'accrescere la popolarità e la curiosità verso Giovanna II di Napoli.

Si dice che a un certo punto il coccodrillo fu letteralmente "pescato", usando come amo un'ancora e come esca una coscia di cavallo.

Imbalsamatofu posto all'entrata della fortezza.

Ancora nell'Ottocento, in molte stampe che raffigurano il Maschio Angioino, si vede la carcassa di un grosso animale appesa all'ingresso del castello.

Forse proprio il coccodrillo della leggenda?




Fantasmi gementi ed insanguinati in Piazza Mercato a Napoli

La sventurata Luisa Sanfelice, eroina della rivoluzione partenopea, fu giustiziata in piazza Mercato nella notte tra il 10 e l'11 settembre del 1799.

Gli ultimi istanti di vita di Luisa Sanfelice furono raccontati da Alessandro Dumas padre, nel suo romanzo "La Sanfelice.", e sono raccapriccianti: Il boia non riuscì a decapitarla con il primo colpo d'ascia, e dovette inseguirla, sanguinante, tra la folla per finirla poi con un pugnale.

Il suo fantasma appare ogni anno nell'anniversario della sua morte settembre tra Mercato ed i vicoli circostanti.

Molti sono gli quelli che dicono di averla vista, chi la descrive gemente ed insanguinata, con la testa ciondolante, trasformata in orrida maschera di morte chi, invece, sorridente e bellissima.




Fantasmi nei pressi di Piazzetta Nilo

Il barone Toraldo, nobile del Sedile del Nilo, morì nel 1320 lasciando tre figlie: Donn'Albina, Donna Romita e Donna Regina.

Prima di morire, aveva ottenuto dal re Roberto d'Angiò che la maggiore, Donna Regina, potesse mantenere il cognome dopo il matrimonio e trasmetterlo ai figli, in modo da non far estinguere il casato.
Ma quando Don Filippo Capece fu destinato in sposo a Donna Regina, quest'ultima si accorse che sia Donn'
Albina che Donna Romita erano innamorate di lui.

Donna Romita, un giorno, pregando la Madonna di farle dimenticare il cavaliere, si accorse che anche Donn'Albina stava pregando per lo stesso motivo.

Le due sorelle quindi, d'accordo tra di loro, si recarono dalla maggiore, Donna Regina, per chiederle perdono ed annunciare che avrebbero preso il velo e si sarebbero ritirate in convento.

Stessa scelta fu fatta anche da Donna Regina.

Le sorelle devolsero metà del proprio patrimonio ai poveri e l'altra alla fondazione di un monastero per ciascuna di esse, di cui sarebbero state badesse.

I fantasmi delle tre sorelle andrebbero ancora vagando nelle vie del Sedile del Nilo, gravate dal peso di un eterno ed infelice amore, di cui andrebbero ancora in cerca.




Dal Canada: “Il cioccolato non fa ingrassare”. Vogliamo forse contraddirli?

E' la ricerca definitiva quella di cui voglio parlarvi.

Lo so, qualcuno potrà obiettare che ho sempre criticato con pungente ironia questo tipo di ricerche ( vedi ad esempio: LINK ).

Ma questa volta è diverso ( seppur avrei potuto scagliarmi come un dannato sul fatto che tale ricerca sia stata addirittura finanziata dall'UE ).

Mariti di tutto il mondo aggiungete questa pagina ai preferiti perché sto per fornirvi un alibi inattaccabile contro le accuse di delittuosa golosità da parte delle vostre consorti:

Il cioccolato non fa ingrassare: il più grosso studio mai condotto su un campione di 1500 adolescenti europei mostra che più cioccolato si consuma più diminuiscono i grassi distribuiti sul corpo (in particolare sull'addome).

Il link alla ricerca è riportato addirittura dall'ansa! ( LINK )

Vorrei solo dire che fosse vero al momento dovrei essere magro quanto un palo del telefono.

Ma forse a farmi ingrassare saranno state quelle maledette foglioline di lattuga tra i ricchi pasteggi a base di barrette da mezzo chilo del migliore al latte.


Grazie mille scienziati dell'Università di Granada. Da oggi in poi il mondo è un posto migliore.




Bella come il Diavolo di Mergellina ( Chiesa di Santa Maria del parto )

Continuiamo il nostro viaggio culturale alla ricerca di posti caratteristici ed esoterici di Napoli…

Oggi parliamo della Chiesa di Santa Maria del parto a Mergellina.

La chiesa conserva una tavola nota come “Il Diavolo di Mergellina”o “San Michele che calpesta il Demonio” che riporta alla leggenda della vittoria del vescovo di Ariano, Diomede Carafa, sulla tentazione di una nobildonna napoletana identificata in donna Vittoria d’Avalos.

La storia è narrata da Matilde Serao nel suo "Leggende Napoletane”: Messer Diomede era follemente innamorato di donna Isabella, nobildonna della Corte Vicerale, per la quale scriveva infuocate lettere d’amore. Ma lei giocava con lui come il gatto col topo, lo illudeva, poi d’improvviso lo cacciava nel più profondo sconforto “abituata a questi sottili e malvagi godimenti, ella si compiaceva stringere quel cuore in una mano di ferro, lo soffocava a poco a poco e poi ridandogli la vita carezzandolo con mano leggiera e vellutata, si dilettava a far sussultare di dolore quell’anima, gittandola bruscamente nella disperazione……Il mondo le maledice, le disprezza, ma il mondo le ama, l’uomo le ama, così è, sempre, così, sempre, sarà” (Serao).

Donna Isabella dopo un anno di corteggiamento accordò i suoi favori al povero Diomede, ma poco tempo dopo lo abbandonò per altri uomini.

Diomede, pazzo d’amore, soffriva: la passione lo dilaniava, giorno e notte. Alla fine ordinò un quadro al suo amico pittore Leonardo da Pistoia, che avrebbe dovuto dipingere un mostro orribile con il volto della sua Isabella: guardandolo avrebbe visto un immondo demone verso il quale provare solo ribrezzo ed orrore.

Diomede, alla fine, guarì dalla sua passione. Sul quadro fece apporre il motto ”Et fecit vittoriam halleluja” alludendo sia al trionfo di San Michele che al suo. 

Il viso della donna era talmente bello che i napoletani, come narra Benedetto Croce in “Storie e Leggende Napoletane” edito nel 1919, ne rimasero affascinati a tal punto che ancor oggi per definire una donna che reca solo guai la definiscono “Bella come il Diavolo di Mergellina".




San Gregorio Armeno – Il sangue di Santa Patrizia, San Pantaleone, San Giovanni

Proseguiamo con la rassegna dei luoghi più affascinanti e caratteristici di Napoli.
Questa volta parliamo della famosissima San Gregorio Armeno.

Urbs sanguinum, ovvero la "città dei sangui", fu definita Napoli nel '600 da un osservatore dell'epoca rimasto attonito di fronte alle migliaia di reliquie di martiri conservate in conventi o in dimore private.


E in effetti la liquefazione del sangue di San Gennaro non è l'unica ad avvenire in città.


La chiesa di San Gregorio Armeno conserva infatti resti del sangue di tre diversi santi: Santa Patrizia, San Pantaleone, e addirittura San Giovanni Battista.


Dal 1864, anno in cui le spoglie do Santa Patrizia sono state traslate nella chiesa, ogni martedì mattina si può assistere, in un'atmosfera di rarefatto misticismo, al prodigio che avverrebbe in seguito alle impetrazioni delle monache.Il prodigio, a differenza di quello di San Gennaro, avrebbe avuto luogo negli anni in modi e tempi diversi, ma secondo la tradizione, i martedì e il giorno della festa di Santa Patrizia, il 25 agosto.


Nella chiesa avverrebbero o sarebbero avvenute anche altre liquefazioni di santi celebri: San Giovanni Battista (il suo sangue spumeggia il 29 agosto e talvolta il 24 giugno) e San Pantaleone (l'ultimo "rosseggiamento", il colore del sangue diventerebbe cioè improvvisamente più vivido, sarebbe avvenuto il 27 giugno del 1950).

Al nome di San Pantaleone, poi, sarebbe associato un libro particolare, "Il libro di San Pantaleone", raccolta di orazioni e invocazioni per ottenere la sua intercessione e assistenza a favore di… una buona vincita al Lotto.

Se ti interessano questi argomenti ti consiglio anche questa APP Android: Guida a Napoli Misteriosa

Ecco il link diretto a google play: LINK